lunedì 11 gennaio 2021

Docente Formatore Nazionale Csen Maestro GUIDO PARENTE


 

venerdì 24 luglio 2020

La Prostatite trattata con la Pranoterapia Vibrazionale

La Prostatite

 trattata con la Pranoterapia Vibrazionale

Guido Parente

Naturopata e Pranoterapeuta

 

La prostata (o ghiandola prostatica) è una ghiandola dell’apparato urinario maschile, situata appena sotto la vescica, davanti alla porzione dell’intestino crasso, chiamata retto.

Per forma e dimensioni ha la forma di una castagna.

La prostatite viene definita come la condizione patologica in cui si ha una flogosi o meglio un'infiammazione della ghiandola prostatica e delle aree circostanti.

Tra le patologie urologiche, è la più comune malattia genito-urinaria nella fascia di età tra i 18 e 50 anni; almeno il 50% degli uomini ha un episodio di prostatite nel corso della vita; spesso vi è una importante percentuale di prostatite acuta cronicizzate.

Tale condizione patologica, determina nella maggior parte dei casi, una situazione clinica sintomatologica fastidiosa, dolorosa, che influisce negativamente sulla qualità di vita. 

Infatti, i pazienti affetti da prostatite sia nella fase acuta che nella cronica attiva, presentano una sintomatologia algica, talmente intensa, che può compromettere le attività lavorative e di relazione.

Non è raro infatti, che i pazienti affetti da prostatite possano andare incontro a disfunzione erettile, diminuzione della libido, depressione.

 

Cause

Tra le cause della prostatite acuta batterica, troviamo:

ü  L'immunodepressione. Le persone in uno stato di immunodepressione, sono soggetti con ridotte difese immunitarie o totalmente privi di difese immunitarie,  che li rende suscettibili allo sviluppo ripetuto di infezioni batteriche, virali e/o fungine.

ü  L’assunzione insufficiente di acqua, determina, in particolar modo, negli uomini,  un elevato fattore di rischio di prostatite acuta di origine batterica;

ü  Un'infezione batterica a livello delle vie urinarie (cistite, uretrite ecc.);

ü  I rapporti sessuali non protetti con persone affette da un'infezione sessualmente

        trasmissibile;

ü  L'avere più partner sessuali;

ü  Il cateterismo vescicale;

ü  Un precedente intervento di biopsia della prostata;

ü  La presenza di lesioni a livello dell'intestino retto;

ü  La presenza di un'infiammazione di uno o entrambi i testicoli;

ü  Lo stress.

ü  il diabete;

ü  la stitichezza;

 

 

Sintomatologia

 

La prostatite acuta di origine batterica, si declina in:

ü  Febbre alta con brividi;

ü  Sensazione di forte malessere;

ü  Dolore localizzato all'area pelvica, alla zona lombare della schiena, attorno all'ano, all'inguine e/o allo scroto;

ü  Problemi urinari,

ü  Sensazione di impellente bisogno di urinare,

ü  Nicturia (bisogno di urinare alla notte),

ü  Disuria (minzione difficoltosa, non per forza accompagnata da dolore),

ü  Stranguria (minzione intermittente o lenta, e dolorosa),

ü  Emissione di urine maleodoranti,

ü  Difficoltà a svuotare completamente la vescica.

ü  Dolore durante i rapporti sessuali;

ü  Eiaculazione dolorosa;

ü  Dolore durante la defecazione e senso di malessere durante i movimenti intestinali;

 

Cura allopatica

 

 Il trattamento principe della prostatite acuta di origine batterica, consiste in una terapia antibiotica, poiché la prostata non è sensibile all'azione degli antibiotici, tale terapia deve protrarsi per diverse settimane, affinché abbia gli effetti sperati, inoltre,  in aggiunta alla terapia antibiotica, i medici potrebbero prescrivere altre cure farmacologiche, tra cui: trattamenti a base di farmaci alfa-bloccanti.

Gli alfa-bloccanti hanno l'effetto di rilasciare la muscolatura liscia della vescica e della prostata; e questo, nelle persone con prostatite acuta, comporta una riduzione delle problematiche urinarie.

Oppure un trattamento a base di farmaci antidolorifici,  quali  il paracetamolo e l'ibuprofene.

 

Cure Naturali/Naturopatiche/Nutrizione

Alimentazione 

L’alimentazione svolge una funzionalità importante nel trattare la prostatite, si consiglia una dieta composta da alimenti ricchi di vitamine e altri principi nutritivi utile per rinforzare il sistema immunitario.

 

Per quanto attiene la fitoterapia,  per curare i disturbi della prostata,  si fa ricorso alle erbe officinali che svolgono un'azione antinfiammatoria, antibatterica e riequilibrante del sistema ormonale maschile.

 

Da limitare se non eliminare del tutto,  le bevande con caffeina ,  il tabacco e l'alcool.

 

Movimenti corporei/ginnastica pavimento pelvico

E’ utile seguire un programma di ginnastica per i muscoli del bacino e del perineo,

consigliata la riabilitazione del piano perineale e del rilasciamento del pavimento pelvico.

 

Massaggio prostatico/Massaggio di Thiele
Il massaggio prostatico è un’antica pratica utilizzata a scopo preventivo e curativo. Paradossalmente, in occidente tale massaggio è usato come un massaggio erotico, ma in realtà può essere di estremo aiuto per alleviare i sintomi di un’ipertrofia prostatica o di una prostatite.

Terapia manuale (massaggio di Thiele) e conoscenza del protocollo di Stanford con rilasciamento e desensibilizzazione dei trigger point;

 

 

Trattamento Pranoterapeutico Vibrazionale

Nella mia esperienza ventennale di pranoterapeuta, ho riscontrato che la sinergia tra la pranoterapia vibrazionale, la riflessologia plantare  e le terapie cliniche è di grande efficacia nel trattare la prostatite.

La pranoterapia, infatti, funziona ottimamente sia per la terapia antidolorifica che per la terapia anti infiammatoria, portando ad una sensibile contenimento di detta patologia.

Consiglio, inoltre l’abbinamento del trattamento pranoterapeutico, con tisane depurative e anti-infiammatorie.

Ricordo che nel 2008 effettuai il primo trattamento prostatico, su un cliente di 67 anni, e che mi ha lasciato una testimonianza, che desidero condividere:

“Soffro da circa 7 anni di Prostatite ormai cronicizzata, ho tentato di tutto per poter risolvere questa delicata e fastidiosa patologia, andando da diversi medici urologi, in giro per l’Italia.

E poi un giorno, parlando con un caro amico, mi ha consigliato il Maestro Parente e, non lo nego,  seppur scettico all’inizio, devo dire che grazie alla sua cortesia e grande professionalità, è stato in grado di ridurre in maniera importante il tutto.

Con alcuni trattamenti di pranoterapia e con i consigli di una dieta adeguata, con tisane, il Maestro Guido Parente, mi ha fatto tornare ad una vita spensierata e sorridente.

Consiglio caldamente, il maestro Parente per chi soffra di tale disturbo.

Francesco A. 10 ottobre 2008”

Guido Parente Naturopata

http://guidoparente.com

©2020 Guido Parente. SIAE 2020. All rights reserved


mercoledì 29 gennaio 2020

Week-End di trattamenti olistici a Roma - Naturopata Guido PARENTE

Eccezionalmente questo week end saró a Roma chi fosse interessato per trattamenti benessere ed olistici, si può prenotare prezzo lo Studio Naturopatia e Pranoterapia.


Rigenerare l'energia, ritrovare la nostra giusta Vibrazione,  con la Pranoterapia,  consulenze di Naturopatia Psicosomatica, Riflessologia Plantare, Trattamento Craniosacrale, Rimedi naturali contro Ansia, Stress, trattamenti per dolori infiammatori, per ri-equilibrare il sistema Immunitario, per benefici del Sistema Nervoso ed Osseo, per ritrovare il proprio "SILENZIO INTERIORE"... 
 
Tramite i seguenti trattamenti naturali:  
-  Pranoterapia Vibrazionale®
-  Naturopatia Psicosomatica®
-  Riflessologia Plantare  Integrata 
- Tecnica Craniosacrale
- Kinesiologia 
-  Massaggio Armonico-Vibrazionale® con le Campane Tibetane
 
La Pranoterapia Vibrazionale è di efficace supporto per il seguente prontuario di patologie trattabili: 

Acufeni,
Affaticamento,
Artrite, 
Artrite Reumatoide,
Artrosi,
Borsite,
Cefalee,
Depressione (in sinergia con un medico o uno psicologo),
Dolori articolari,
Emicranie,
Emorroidi,
Epicondilite,
Ferite (processo di cicatrizzazione),
Fibromialgie,
Fratture (processo di guarigione),
Gastrite,
Gravidanza (nausea, vomito, schiena),
Herpes Zoster,
Insonnia,
Leucemia (ripristino energetico),
Mestruazioni (dolorose/blocco),
Sciatica,
Stress,
Tendiniti,
Trauma (dolori Traumatologici),
Trigemino,
Tumori (ripristino energetico).
 
La Pranoterapia è una disciplina antichissima, che non fa certo miracoli, ma sono convinto possa alleviare le sofferenze umane, riequilibrando l'energia benefica che è in ognuno di noi, ripristinando l'iniziale stato di benessere che ciascun individuo possiede, restituendo, sia a livello emozionale che psico-fisico, quel primordiale "soffio vitale" di cui tutti siamo dotati.

Naturopata Guido Parente
presso:

 Studio Naturopatia e Pranoterapia Guido Parente in via Arezzo 54 (Piazza Bologna) a ROMA

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Dr. Guido Parente 
Naturopata Psicosomatico 
Pranoterapeuta Vibrazionale, 
Riflessologo Plantare,
Operatore Trattamento Craniosacrale,  
Operatore Trattamento Massaggio Armonico - Vibrazionale con le Campane Tibetane 

Mobile: +39.333.8593.007 
E-mail: guidoparente@alice.it 
Home Page: www.guidoparente.com

___________________ 

lunedì 13 gennaio 2020

Riflessologia Plantare Thailandese o Massaggio Thailandese del Piede

Riflessologia Plantare Thailandese o Massaggio Thailandese del Piede

Naturopata e Riflessologo Plantare
Guido Parente

Da Naturopata, prima di iniziare qualsiasi  trattamento, è necessario “centrarsi”,  io stesso che pratico le discipline olistiche da diversi anni, la pratico e la consiglio sempre.
La “centratura”, qualcuno la definisce una meditazione, oppure una purificazione ed una richiesta per poter intervenire su quel corpo, ovviamente, la nostra professionalità ci impone di allontanare i pensieri che ci portiamo dietro e di dedicarci a quella persona.
Nel Massaggio del piede in Thailandia, vive una forte ed intensa spiritualità, prima del trattamento, viene eseguita una puja, una preghiera ed una invocazione a Shivago Komarpaj, che viene considerato il fondatore del massaggio thailandese del piede.
Tra le numerose differenze con le altre tecniche Riflessologiche, il Thay food Massage, si differenzia per la postura, normalmente infatti, il trattamento viene eseguito con il cliente disteso su un lettino, invece nella tecnica thay, il cliente può stare seduto su una poltrona, oppure disteso, su una stuoia o un fouton per terra, ed il terapeuta è seduto per terra con il bacino appoggiato ai talloni, con le punte dei piedi sovrapposte, in altri termini la posizione seiza giapponese.
Inizialmente, vengono fatte delle pressioni sia sui piedi che sulle gambe della persona, pressioni che vengono definite palm-press, manovre tipiche del massaggio tradizionale thay, per poi esercitare delle pressioni sulla pianta del piede, vi sono frizioni localizzate, torsioni, stiramenti per sciogliere , allungamenti muscolari per facilitare il riallineamento strutturale, una sorta di stretching del piede.
Queste manovre servono per capire la costituzione fisica del ricevente (Uke) e per riscaldare le zone da trattare successivamente, per sciogliere eventuali rigidità articolari.
Nella Riflessologia Plantare normalmente, per portare sollievo al cliente, dopo aver trattato un piede e aver preso possesso dell’altro piede, copriamo con una coperta la gamba ed il piede già trattati, nella Riflessologia thay invece, la gamba ed il piede trattati vengono avvolti in un asciugamano con una particolare fasciatura.
I punti da trattare sul piede per la Riflessologia plantare thay, sono 23.
Altre particolarità del Thay food Massage, è data dall’utilizzo di crema, olio, del bastoncino stickwood, essenze, pomate e talco.
La stimolazione con il bastoncino di legno stickwood
È un bastoncino in teak, una qualità di legno molto pregiato, resistente e con notevoli caratteristiche tecniche ed estetiche, viene utilizzato per frizionare o stimolar punti specifici dei meridiani thailandesi chiamati Sen.
La stimolazione avviene con la parte dorsale del bastoncino, inoltre,  si usa anche un olio per favorire lo scorrimento sul piede; tale frizione, stimola le terminazioni nervose e la circolazione sanguigna e linfatica.
Portiamo due esempi concreti, se si  trattano gli spazi interdigitali, dove si riflettono le aree della testa e degli organi di senso, questo, favorirà la deambulazione, se la pressione invece verrà eseguita sul tallone, si favoriranno le zone delle ovaie e dei testicoli e vi sarà una rinnovata vitalità degli organi genitali.
In ognuna delle varie scuole thailandesi, ovviamente esistono modalità di lavoro e mappe personalizzate, altrettanto valide, costituite da sequenze ben precise atte a riequilibrare complessivamente la persona a livello psico-fisico.
La Riflessologia Plantare Thailandese è un trattamento che dura circa un’ora,  ridona vitalità ed energia a tutto il corpo e porta numerosi benefici: tra cui una sensazione di benessere e rilassamento, la riduzione dei gonfiori, cura e prevenzione di diversi disturbi, favorisce il sonno, aiuta la circolazione delle gambe.

Indicato per:

v bilanciare le polarità, consentendo all’energia della persona di fluire armoniosamente
v migliorare la circolazione linfatica e del sangue
v normalizzare la funzionalità degli organi e delle ghiandole, regolandone l’attività
v favorire il rilassamento profondo e la tranquillità, del corpo e della mente
v diminuire lo stress e la tensione
v stimolare il sistema ormonale ed immunitario
v sbloccare le congestioni e i ristagni energetici dai circuiti elettromagnetici del corpo
v diminuire i gonfiori dei piedi e delle gambe
 migliorare la qualità del sonno
v stimolare l’eliminazione degli accumuli di tossine dal piede e dall’organismo in generale

Guido Parente – Naturopata, Pranoterapeuta Vibrazionale, Riflessologo Plantare.
©2019 Guido Parente. SIAE 2019. All rights reserved

Cos'è la Radiestesia

Cos'è la Radiestesia


Guido Parente
Naturopata


La parola "Radiestesia" deriva dall'unione di due parole, raggio dal latino "radius", e l'altra greca lαἴσϑησις (âisthēsis) percezione, ed indica l'azione di percepire un raggio, il termine Radiestesia  è stato coniato da padre Bouly alla fine dell’800
La Radiestesia, ha origini molto antiche, può peraltro essere considerata la discendente della Rabdomanzia, che è uno dei sistemi antichi che l’uomo ha usato per entrare in contatto con le forze della natura e a d utilizzarle per scopi benefici.
Per il famoso radiestesista italiano, padre Bortone, il fenomeno radiestesico, consisterebbe in
una interazione tra le radiazioni emesse dall’oggetto in studio e particolari centri recettori esistenti nell’organismo dell’operatore. Lo stimolo fisico, prodotto da queste radiazioni sulla cute  e sugli organi di senso, tradotto in stimolo elettrico, dall’apparato nervoso, agisce sui centri cerebrali , che, a loro volta, agiscono sui muscoli dell’operatore. Inconsciamente, egli aziona il pendolo, che funge così da rilevatore della microattività neuromuscolare".
(Fernando Bortone, “la radiestesia applicata alla medicina”, ed. Vannini).

La radiestesia è quella pratica che, mediante la captazione dell'irradiazione che ogni corpo o sostanza emette, consente di scoprire corpi o sostanze nascoste, di conoscere l'ubicazione, l'entità, la natura, la specie e la qualità e l'influenza che esercitano gli uni sugli altri.
Tutti i corpi, secondo queste teorie, emanano  radiazioni che si possono percepire e segnalare attraverso l'uso di particolari mezzi o strumenti.

 Storia della Radiestesia

A carattere storico, sappiamo da reperti, scritti ed iscrizioni, che era usata ad esempio,  in   Cina nel periodo del 2500 a.C., nello stesso periodo  tra il 2200 ed il 2500 a.C.  nell'area normanna e bretone,vi sono reperti trovati appartenenti al popolo Celta, o da pendoli rinvenuti in piramidi egizie, essa era normalmente utilizzata, infine andando ancora più a  ritroso nel tempo, sono state rinvenute in grotte preistoriche, figure umane intente ad usare la classica forcella.
Mosè, viene invitato a percuotere da Dio (Bibbia) la verga sulla roccia per far sgorgare acqua allo scopo di fissetare il popolo di Israele durante l’esodo.
Cicerone, fu grato agli Etruschi per aver insegnato ai Romani, l’arte della rabdomanzia, la leggenda narra che Romolo abbia consultato un rabdomante etrusco per trovare il luogo adatto per far sorgere la città di Roma.
Nel periodo Medievale, la radiestesia ebbe un periodo di flessione, poiché veniva attribuito un potere stregonesco e magico.
Dal XVII secolo, la Radiestesia, soprattutto in Francia iniziò ad essere utilizzata sia da sacerdoti, che da ingegneri per analizzare punti geo-patogeni delle abitazioni, e anche attualmente essa è utilizzata dalla forza pubblica come mezzo di ricerca e di indagine.
Nella Chiesa Cattolica, diversi missionari che operano in africa, utilizzano la Radiestesia per ricercare fonti d’acqua per la popolazione povera.

Come funziona?
Il radiestesista è la persona che pratica la radiestesia,  è un operatore olistico, e deve dunque limitare la sua opera alla ricerca della malattia, senza fare diagnosi e/o consigliare farmaci.
Per la radiestesia gli strumenti principe, sono il pendolo,  o il  bio-tensore che è una sottile bacchetta di acciaio con un anello nella parte terminale e permette di determinare lo stato di salute di un essere umano, ma anche di trovare elementi naturali come l'acqua e i minerali, di essere quindi utile in vari campi, dall'agricoltura all'ecologia , o la piastra da Stick tattile.
Inoltre di grande ausilio nelle ricerche radiestesiche è l’uso di particolari quadranti o ventagli, fogli sui quali sono riportate tutte le possibili risposte per quella specifica indagine
Si possono utilizzare diversi tipi di Pendoli, che dovrebbero avere un peso tra i 20 e i 40 grammi, liberamente sospesi ad un filo e liberi di oscillare e girare.
I più usati sono:
  1. pendolo Karnak
  2. pendolo Osiride
  3. pendolo Iside
  4. pendolo Ptah
  5. pendolo Mermet
Operando sul corpo eterico, fatto di energie pure e luce, è possibile grazie alla radiestesia comprendere, prevenire ed eventualmente trattare la malattia.
I maestri yogi insegnano che nel corpo eterico si riconoscono molti centri energetici i più importanti dei quali sono i 7 chakra, che sono situati lungo l'asse della colonna vertebrale e che sono "vortici di energia", si tratta la base della colonna vertebrale, l'ombelico, la milza, il cuore, la gola, le sopracciglia, l'estremità del capo.
Servendosi di una mappa che li rappresenta, si fa scorrere il pendolo o lo strumento utilizzato su ognuno di essi.
Se il chakra è funzionante ed aperto nel modo giusto, il moto dello strumento, secondo la convenzione mentale stabilita, è verso destra, gira o si muoverà in senso contrario se il chakra rivela disarmonie.
Un arresto del pendolo indica la chiusura del chakra esaminato.
L'esame del corpo eterico è importante, perché le malattie si rivelano prima sul piano eterico e poi su quello fisico, ciò permette di prevenire ed orientarsi su un trattamento appropriato.
Un operatore dotato di esperienza e sensibilità può esaminare una persona anche a migliaia di chilometri di distanza, in mancanza del soggetto su cui si compie la ricerca tramite l’uso di oggetti appartenenti a al cliente definiti “Testimone”,  giungendo talvolta a comprendere con una notevole precisione non soltanto il punto esatto della malattia, ma anche la natura della patologia.

Quali disturbi/disagi tratta la radiestesia?
Tutte gli elementi che vanno a disturbare e distorcere il corretto equilibrio energetico umano, sono indagabili per mezzo della radiestesia.
Essa si applica all’indagine, solitamente preventiva, sullo stato di salute di una persona, al fine di stabilire il suo livello vitale, il corretto funzionamento dei suoi chakra, lo stato di salute dei suoi organi, le sue allergie e intolleranze, la sua interazione corpo-mente, le difficoltà psicosomatiche, la natura e l’origine dei suoi disturbi, per poi valutare quali possono essere i rimedi più adatti.
 La radiestesia è una scienza affascinante, i campi a cui porta i suoi contributi sono moltissimi, tra cui:
  1. scoperta di sorgenti o corsi d’acqua sotterranei
  2. scoperta di giacimenti minerali solidi, gassosi, liquidi
  3. ricerche archeologiche
  4. ricerca di corpi scomparsi
  5. ricerca di cose nascoste
  6. studio del terreno agrario con relativi concimi e coltivazioni
  7. analisi di un corpo qualsiasi
  8. indicazione orientamento di case, stanze e mobili
  9. indicazione di malattie su persone e animali
  10. indicazione delle terapie per le malattie
  11. diagnosi sulla foto di un ammalato
  12. misurazione del grado di intelligenza
  13. scoperta delle attitudini professionali
  14. misura del grado di perfezione spirituale
  15. prova del valore di preziosi
  16. stabilire la sopravvivenza di una persona scomparsa 
Guido Parente – Naturopata, Pranoterapeuta Vibrazionale, Counselor in fieri.
©2019 Guido Parente. All rights reserved 

Professione Disciplinata ai sensi della legge 14 gennaio 2013 n. 4
 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22)

Perché ci affidiamo sempre di più alle discipline olistiche

Perché ci affidiamo sempre di più alle discipline olistiche

Naturopata
Guido Parente


Lo stress della vita di tutti i giorni, ci porta una serie di problematiche correlate, a livello psicosomatico, tra cui ansia, crisi di panico, chiusura di alcuni chakra, difficoltà nei rapporti umani, isolamento, acufeni e quant’altro.
Sappiamo che il sistema dei chakra è interconnesso al sistema endocrino, agli organi interni.
 Un malfunzionamento dei chakra, può essere determinato da un conflitto vibrazionale dato da problematiche psicosomatiche, da traumi fisici e mentali, da fobie, da mancata soddisfazione dei bisogni primari (Piramide di Maslow), problematiche culturali, stress, depressioni…
Leggere sui quotidiani e vedere in televisione, sempre più tematiche violente, uccisioni di donne, incidenti,  pensieri diversi sulle somministrazioni di farmaci, a vaccini.
Diverse persone chiedono in maniera sempre più insistente “qualcosa di Naturale”, e la frase che sento dire sempre più spesso, è “non mi fido dei farmaci”.
Il terapeuta più adatto nel “consigliare”,  è la figura del Naturopata, che, disponendo di un bagaglio culturale inerente le varie discipline olistiche, a seconda della problematica riscontrata, può consigliare il trattamento olistico più adatto.
Da Naturopata Psicosomatico, conosco bene le dinamiche comportamentali del nostro corpo quando si sente attaccato da fenomeni esterni, possiamo avere difficoltà intestinali, piuttosto che di bruxismo, piuttosto che difficoltà respiratorie date dalla chiusura del diaframma.
Vi è una ricerca sistematica inerente la  Medicina Olistica o Alternativa, al ricorso a terapeuti olistici, quali Naturopati, Riflessologi Plantari, Operatori di tecniche varie, dallo Yoga,  alla Cristalloterapia, all’uso di essenze e oli essenziali alla Meditazione, alle Campane Tibetane, al Watsu, allo Shatsu, ai vari tipi di Massaggi, ai mantra, alla respirazione, alla visualizzazione, alla cromoterapia, alla vibrazione delle campane tibetane, all’uso del pensiero come matrice importante e fondamentale a mio avviso (pensiero positivo) siamo in grado di ri-equilibrare i chakra e d il nostro modo di essere.

Vi è una costante e sempre maggiore propensione alla Spiritualità, alla ricerca di raggiungere un’unione con il proprio sé, in maniera naturale, in unione altresì con persone che condividano uno stile di vita simile.
Chakra come sedi dell’energia karmica
Errori di percezione correlati con specifici chakra possono portare problematiche di vita molto importanti, per esempio la percezione dell’amore o dell’accettazione o ancora meglio di come siamo visti e interpretati da coloro che ci sono vicini, siano essi parenti o colleghi.
Una percezione distorta può farci apparire sgraditi e porta ad un isolamento volontario, come una percezione di non essere amati, può portare problematiche su specifici organi, crisi di panico, mancanza di respiro.
Permettere alla nostra consapevolezza di raggiungere un livello superiore, ci fa comprendere le ragioni della sofferenza, diventando spiritualmente più consapevoli ci fa entrare in sintonia con il nostro sé più profondo. 
Questo processo evolutivo ci rende possibile modificare le emozioni, la mente e di conseguenza il nostro corpo.
Da relativamente poco tempo, si inizia a parlare di “vibrazioni, di trasmettere energia, sfere di energia, di influenzare a distanza”. 
Einstein modificò radicalmente il pensiero sulla materia, ove la materia è energia
La nuova interpretazione einsteniana, vede gli esseri umani come una rete di campi energetici che si interfacciano con sistemi fisico-cellulari. 
Il momento in cui andremo a ribilanciare i campi energetici, andremo a porre rimedio alle possibili dis-funzioni che la materia può avere. 
Tutti gli organi dipendono dalla vis medicatrix naturae, la forza vitale di auto guarigione, che tutti possediamo, che crea formidabili sinergie tramite una organizzazione di componenti molecolari. 
Quando accettiamo che l’uomo è un essere fatto di energia iniziamo a comprendere che vi è un modo nuovo di affrontare la malattia. 
Ogni chakra è associato a diverse frequenze vibratorie, ogni chakra a sua volta distribuisce energia vitale ai diversi organi che si trovano nella stessa zona del corpo, che tenderanno a risuonare alla stessa frequenza.
L’interazione di mente e corpo determina la possibilità di comprensione della causa di tutte le possibili malattie.
 La cura di una parte ammalata del corpo per mezzo della meditazione, veicola una maggiore consapevolezza verso parti del proprio corpo, che a causa di fattori esterni, quali ad esempio stress e vita compulsiva di tutti i giorni, diventano maggiormente vulnerabili all’attacco di malattie psico-somatiche.

 Naturopata
Guido Parente 
©2019 Guido Parente. SIAE 2019. All rights reserved 

Il Diaframma: la porta dell’anima

Il Diaframma:
la porta dell’anima

Naturopata
Guido Parente

Nel corso dei miei studi di Naturopatia e della mia esperienza lavorativa, mi sono trovato a che fare sovente con il diaframma definito anche la “porta dell’anima”, a verificare come esso sia uno dei luoghi più comuni ove risiedano i cosiddetti blocchi psicosomatici.
Vari studiosi hanno affrontato questa tematica in maniera diversa, con spunti psicologici e comportamentali.
Wilhelm Reich, psichiatra viennese, allievo di Freud,  descrisse il blocco psicosomatico relativo al diaframma,  corazza muscolare o caratteriale.
Con il termine di "corazza", si indica l'ancoraggio bio-psicologico della repressione emozionale, o più semplicemente, come indica il termine stesso, lo scudo sia fisico che mentale dietro il quale la personalità (da "persona", maschera) si nasconde per proteggere l'individuo.
 La corazza ha la tendenza a "fossilizzarsi" e a non evolversi seguendo lo sviluppo dell'individuo durante il corso della propria vita.
È in questa fase che la corazza cessa di svolgere il suo ruolo primario di difesa e si trasforma in una mera "zavorra" che limita la libertà e la felicità dell'individuo.
Reich,  si esprimeva così: ”ogni tensione muscolare contiene la storia e il significato della sua origine”; infatti, fin dall’infanzia, ogni esperienza – traumatica e non - ogni pulsione repressa, corrisponde - a livello corporeo - ad un irrigidimento.
 Egli,  rielaborò le scoperte che il suo Maestro Freud fece sulla psicoanalisi della sessualità e delle nevrosi sviluppando il tema dell’energia orgonica, una forma di energia vitale che dovrebbe scorrere liberamente lungo tutto il corpo e che trova la sua massima espressione nella sessualità.
 Se questo non avviene, ossia se la capacità di desiderare e di godere viene repressa od ostacolata (attraverso le pressioni esterne e le tensioni interne), allora subiremo forme di angoscia, inibizioni e blocchi.
 La somatizzazione di queste tensioni, che Reich definisce “blocchi energetici”, andranno via via a formare la cosiddetta “corazza caratteriale”, una specie di armatura che limita i nostri sentimenti e la nostra libera espressione; una corazza che - in chiave positiva - potrebbe costituire una corazza protettiva, ma che, in realtà, ci blocca e ci limita.
 La corazza caratteriale e muscolare, costruita quindi per evitare il dolore, finisce per impedire all’essere umano anche di provare piacere: se vogliamo, un grande “non sense”.
 Quando nel nostro corpo compaiono troppe “zone morte”, ove l’energia non fluisce liberamente, il corpo stesso, nella sua integrità, finisce per diventare debole e vulnerabile.
Se l’energia è bloccata, se a causa di questi blocchi essa non può fluire liberamente, allora diventa stagnante, distruttiva e può essere essa stessa causa di maggiore esposizione alle malattie.

I sette Segmenti Corporei
 Wilhelm Reich suddivise il corpo umano in sette segmenti corporei ove, in ognuno di essi, l’energia si potrebbe bloccare:
 1. segmento oculare;
2. segmento orale;
3. segmento cervicale;
4. segmento toracico;
5. segmento diaframmatico;
6. segmento addominale;
7. segmento pelvico.

Analizzando ognuno di questi segmenti, ad un Osservatore esperto traspare come sia facile decodificare i messaggi che il corpo emana e come, tramite le vibrazioni della Pranoterapia e delle Campane Tibetane, vi sia la possibilità di smuovere questi blocchi energetici che si possono venire a creare.
 Segmento oculare: in questo segmento è contenuto il cervello, deputato al coordinamento delle funzioni vitali. Si evidenzia con uno sguardo vuoto, fisso, spento, che può trasformarsi in uno sguardo vivo, attento alla realtà e alle emozioni.
 Segmento orale: collegato alla muscolatura della bocca, della gola e della lingua. Si evidenzia con emozioni collegate al pianto e alla rabbia.

Segmento cervicale: comprende il collo e, come dice il nome stesso, la cervicale ed è la zona principe di tensioni muscolari importanti. Si evidenzia con il pianto e l’”ingoiare” situazioni pesanti.
 Segmento toracico: comprende i muscoli del petto, delle spalle e gli intercostali. Si evidenzia con il blocco emozionale che porta, a sua volta, ad un blocco della respirazione e delle emozioni.
Segmento diaframmatico: segmento cardine, posto esattamente a metà del nostro corpo, comprende stomaco, fegato e plesso solare. Si evidenzia dalla chiusura dello scorrimento energetico nelle due metà del corpo umano.
 Segmento addominale: posto nella muscolatura addominale, è il nostro terzo chakra. Si evidenzia con il trattenere le emozioni più profonde e viscerali.
 Segmento pelvico: il blocco di questa parte del nostro corpo, relativa agli organi genitali, che irrigidisce il bacino ed impedisce lo scorrimento delle energie sessuali, è spesso collegato e/o accompagnato a patologie sessuali.


Il corretto lavoro del muscolo diaframma può giovare a ognuno di noi ed entrando nel particolare troviamo un miglioramento a livello di:

ü  Respirazione e ossigenazione
ü  Stress e ansia (utile anche a livello psicologico)
ü  Rilassamento e meditazione
ü  Postura

In molte più persone di quello che si possa pensare questa proporzione viene completamente sfalsata, invertita o peggio (in caso di blocco diaframmatico).

Avere un diaframma poco funzionante, salvo che voi siate in gravidanza dove risulta normale, può portare molti problemi in diversi ambiti della salute: parliamo in generale di stress, mal di schiena, dolore cervicale,  stitichezza, gastrite, e altre problematiche causate ad esempio dalla contrazione scorretta e dal mancato movimento dei visceri.

Non a caso molte discipline olistiche come lo yoga, la meditazione concentrano molta attenzione sulla corretta respirazione per poter raggiungere il benessere desiderato.

Il lavoro sulla respirazione e sul diaframma viene molto spesso utilizzato con successo anche in ambito psicologico per migliorare stati di ansia e l’emotività.

Il principale muscolo coinvolto nell’atto respiratorio è il diaframma, rappresentato come una cupola che divide la cavità toracica da quella addominale.
Ha collegamenti superiori con polmoni e cuore, inferiori con fegato e stomaco, con inserzioni sulle prime vertebre lombari e sulle ultime coste.
Attraverso il diaframma passa la vena cava inferiore (per il drenaggio degli arti inferiori), l’esofago (digestione) e l’aorta addominale (che irrora il cuore).
Con il suo movimento, esso, rispecchia il nostro stato d’animo, le nostre emozioni e, dati i suoi intimi rapporti con le catene muscolari, dipingerà i contorni della nostra postura.
Il diaframma riveste una grande importanza sul piano emozionale, ed è vero che esistono dei modi di dire caratteristici per definire un grosso stress emotivo :” mi è mancato il respiro”, oppure “ho ricevuto un pugno nello stomaco”, quindi gli shock emotivi, così come quelli fisici, condizionano inevitabilmente questa struttura e possono essere memorizzati dai tessuti.
Le emozioni sono intimamente connesse con il respiro, con il diaframma, con gli atteggiamenti e le espressioni.
 E, dato che il diaframma è anche un epicentro per le catene muscolari, ogni problema posturale, ogni trauma, disagio, dolore, etc, si rifletteranno in lui, modificando i suoi ritmi ed alterando la sua forma.
Guido Parente Naturopata
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